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20 anni di eventi. Oggi li guardo da un'altra prospettiva.

Oggi li guardo da un'altra prospettiva. Dopo vent'anni di eventi, la mia consulenza per l'organizzazione di eventi aiuta aziende, location e professionisti a mettere a fuoco identità, obiettivi e nuove direzioni.

Monia Re, consulente per l'organizzazione di eventi e wedding planner in Piemonte

Vent'anni di eventi, oggi consulenza per l'organizzazione di eventi.

Vent’anni di sogni realizzati e altri rimasti nel cassetto. Di idee, strategie, persone, emozioni. Ma anche di fatica, errori, cambi di direzione e decisioni prese quando ancora non sapevo esattamente dove mi avrebbero portata.

Oggi mi ritrovo con l’agenzia che avevo immaginato e costruito, passo dopo passo, e con un’identità professionale volutamente ibrida.

Sono Wedding Planner e negli anni sono diventata anche Wedding Designer. Sono Event Planner, ma l’esperienza mi ha portata naturalmente verso il ruolo di Event Manager.

E poi c’è tutto quello che sta nel mezzo.

Un mix & match di competenze che non nasce soltanto dal sapere, ma soprattutto dal saper fare.

La gavetta, quella vera

Una delle mie fortune più grandi è stata iniziare questo lavoro dopo i trent’anni con la consapevolezza di dover imparare.

Ho fatto gavetta accanto a fioristi, catering, scenografi. Ho lavorato praticamente a zero, perché quello era il mio investimento sulla professione.

Avevo fame. E avevo fretta di imparare.

Volevo capire cosa succedeva dietro le quinte, conoscere il lavoro degli altri, osservare, fare domande, sporcarmi le mani. Perché un evento non è mai la somma di singoli fornitori: è un sistema complesso in cui ogni scelta influenza quella successiva.

La curiosità ha fatto il resto.

Mi ha portata a continuare a formarmi e, nel tempo, anche a diventare formatrice.

Oggi quella stessa curiosità mi ha condotta verso un’altra parte del mio lavoro che sento particolarmente mia: la consulenza strategica nel settore degli eventi.

Prima di trovare le risposte, bisogna fare le domande giuste

Le aziende e i professionisti che incontro sono molto diversi tra loro.

Ci sono location che stanno nascendo e devono capire come posizionarsi. Artigiani e professionisti che hanno bisogno di ridefinire la propria proposta. Realtà consolidate che sentono che il mercato è cambiato e vogliono cambiare con lui, senza perdere la propria identità.

E poi ci sono aziende che non hanno affatto un problema.

Hanno semplicemente bisogno di cambiare un pezzo di strada.

A volte gli obiettivi esistono, ma non sono ancora abbastanza chiari. Altre volte la direzione c’è, ma rimane nell’ombra. Ci sono urgenze che richiedono un focus immediato e altre situazioni in cui basta uno sguardo esterno, competente e concreto, per rimettere ordine e ripartire in autonomia.

È proprio qui che entra in gioco la consulenza strategica.

Non arrivo con una formula da applicare.

Ascolto. Analizzo. Faccio domande. Metto sul tavolo vent’anni di esperienza e provo a vedere ciò che, quando si è immersi ogni giorno nella propria attività, può diventare difficile vedere.

Non esiste una consulenza uguale all’altra

Il principio è esattamente lo stesso che da sempre guida Kairòs nella progettazione degli eventi: personalizzare.

Per questo il primo incontro è conoscitivo.

Ci prendiamo un’ora per capire chi siete, dove siete oggi e soprattutto dove volete andare. Da lì possiamo decidere se serve una consulenza strategica, un’analisi specifica, un approfondimento mirato oppure un percorso più strutturato.

Non sempre bisogna rivoluzionare tutto.

A volte bisogna semplicemente fare pulizia.

Togliere ciò che non serve più, far emergere la personalità e la visione dell’azienda, rimettere a fuoco gli obiettivi.

E quando il rumore diminuisce, molto spesso la strada era già lì.

Bisognava solo riuscire a vederla.

Monia